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Q'EROS l'ultimo popolo Inca

 In Perù, nella regione di Cusco, antica capitate dell'impero incaico, vive, o meglio si puo dire resiste in vita, un popolazione che prende il nome della regione montuosa di Q'ERO.
  Gli Q'ERO non superano oggi le 300 famiglie e abitano una estensione di parecchi chilometri quadrati, situati tra i 3300 ed i 4800 metri di altitudine; la loro unica fonte di sostentamento e la pastorizia, lama e vigogne, unica attività possibile in quei territori tutt'altro che ospitali.
  Gli Q'ero si considerano gli unici eredi della tradizione spirituale incaica, pronipoti di quegli sciamani-sacerdoti che si rtfugiarono in quei luoghi al tempo della conquista, per sfuggire 1'implacabile inquisizione spagnola.
  Secondo le loro stesse narrazioni. che potrebbero costituire la base per una storia che andrebbe riscritta, gli inquisitori misero in atto una vera e propria persecuzione nei confront! di tali sacerdoti, considerandoli "adoratori del demonio"; possiamo ben immaginare che se tali inquisitori non risparmiavano legna a casa propria per edificare roghi, ancor meno si dovessero preoccupare di rispettare il "garantismo" in terra di conquista.
  Secondo la loro versione della storia, tramandata con una forma particolare di scrittura eseguita tramite nodi su trecce di lana di alpaca (rimasta immutata dai tempi degli Inca), in Peru avvenne uno dei piu grandi genocidi della storia dell'umanità.
  Quei pochi tra gli sciamani che rinunciarono a sfuggire, si rifugiarono sulle vette piu alte delle Ande, inseguiti dagli spagnoli che, pero, non riuscirono a raggiungerli con i loro cavalli e le loro pesanti armature.
  Le leggende che i vecchi Q'ero raccontano, narrano che durante la loro fuga, questi sacerdoti-sciamani pregarono gli Spiriti Signori delle montagne di aiutarli; cosi avvenne che le montagne cominciarono a franare sugli inseguitori bloccando ogni accesso ai loro cavalli ed improwisamente comparve una nebbia talmente fitta da rendere invisibili i fuggiaschi e costringere gli spagnoli a ritornare a valle e non tentare
mai piu di scalare quei picchi.. '
  In questo modo gli Q'ero hanno vissuto il proprio isolamento per 500 anni, rifiutando qualsiasi contatto perfino con la popolazione meticcia, ad eccezione di alcuni minimi scambi commerciali; cosi hanno custodito gelosamente la tradizione incaica, in particolare le conoscenze magjco spirituali tramandandole al loro interne secondo la struttura tipica delle discipline esoteriche iniziatiche.
  Solo ultimamente essi hanno cominciato ad aprirsi al mondo esterno, da quando i loro massimi sacerdoti hanno affermato che e iniziata 1'epoca del PACHAQUTEQ (ovvero "il ribaltamento del mondo") in cui "cio che e sotto andrà sopra", costituendo il preludio al MOSOQ'(ovvero "nuova era") durante il quale i valori da essi custoditi si affermeranno con il trionfo di una nuova coscienza del mondo.
  E' interessante notare come queste descrizioni del prossimo futuro coincidano con le visioni di altre tradizioni mistiche, per esempio la straordinaria similitudine tra la descrizione del Pachaquteq e quella vedico-induista del Kaliuga (era di Kali), che precede anch'essa un'età dell'oro.
   Questo raffronto tra diverse culture che ufficialmente non hanno avuto contatti, ha fatto avanzare in me un'ipotesi ardita, per altro non certamente originale, che forse tutte queste tradizioni potrebbero avere una base comune; d'altronde durante i colloqui che ho avuto personalmente con Don Sebastian Flores, sacerdote Q'ero e mio insegnante, egli ha affermato che le conoscenze di cui essi sono depositari, non sono propriamente Inca, ma precedenti e che il codificatore e maggjor diffusore di queste, sarebbe stato il mitico personaggio WIRACOCHA  il Signore delle Acque Sacre), incarnazione del principio divino, apparso in America diversi millenni orsono.
  E' curioso notare che Wiracocha è rappresentato come un uomo dai lunghi capelli biondi, particolare che avrebbe permesso un'immediata identificazione di lui con il Cristo proposta dai missionari al seguito dei conquistatori, creando un esempio di sincretismo religioso di cui tutt'ora il Peru è fortemente permeato.
  Le informazioni che ho tratto derivano da una mia esperienza diretta, compiuta durante diversi viaggi in Peru, di cui buona parte vissuta a stretto contatto con gli Q'ero, accompagnato da una guida che mi traduceva dai Quechua (1'antica lingua Inca) allo spagnolo.
Gli Q'ero hanno accettato di parlare con noi, solamente dopo aver "visto", con la lettura delle foglie di coca (metodo comunemente usato per divinare e diagnosticare malattie), se potevamo essere considerati affidabili; questa esperienza. nata e sospinta da curiosita intellettuale e fascino per 1'avventura. ha decisamente cambiato la vita mia e quella dei miei compagni di viaggio.
Secondo gli Q'ero il mondo è costituito da un tutto organico inserito in un tutto organico piu vasto, in cui tutti gli esseri viventi coesistono come le cellule di un organismo.
  In essi è presente una coscienza sociale ed ecologjca; non esiste un vero e proprio confine tra la sfera privata e quella sociale; essi affermano "come puo un individuo essere sano, se una sua parte è malata?" e cio li porta a considerare la salute del singolo come riguardante 1'intera umanità.

LA VISIONE DEL MONDO

  II Mondo, inteso come questo mondo fisico e non, è retto da un governatore PACHAQAMAQ (ovvero governatore del mondo); gli esseri umani, gli animali, le piante ed i minerali ne costituiscono le sue cellule cerebrali; ogni pianeta ha il proprio Qamaq, inteso come mente, pensiero primordiale organizzatore.
 Il mondo in senso materiale, è invece costituito da PACHAMAMA (mondo madre); è la madre terra delle culture Amerindiane, 1'Alma madre; femminile, raffigurata antropomorficamente da una donna vestita di rosso, che veste 7 sottane portanti i 7 colori del KUICHI (arcobaleno).
  La Pachamama è la madre di tutti gli esseri viventi che abitano il pianeta Terra; essa li sorregge, li sostenta, è una madre amorevole e  pronta a soddisfare le richieste dei propri figli che a lei si rivolgono per qualsiasi necessità riguardante 1'aspetto materiale della vita.
  Pachamama ha il compito di distribuire le messi ai propri figli, di assorbirne gli scarti per riciclarli e produrre nuove messi; per questo motivo viene chiamata anche MAMALLAY (madre meravigliosa).
  Quando un uomo e ammalato di "eccesso", viene scavato un buco nella terra e lì viene riposto; Pachamama assorbirà la sua Ucha (energia inquinata); a Lei non nuoce, come puo riciclare gli scarti organici, cosi puo assorbire le energie sottili, anche quelle inquinate.
  II termine "inquinata" non è esatto, perlomeno il significato che noi diamo comunemente a questa parola; per gli Q'ero non esiste positivo o negativo, bene e male, ma solo Caos ed Armonia che si susseguono. Quando un essere vivente non è in armonia con il proprio ambiente allora la sua  energia si inquina.
Il padre di questo sistema solare e TAITA INTI (padre sole) che ha il compito di produrre energia per i propri figli, continuamente in orgasmo nell'unione sessuale con Pachamama; il tutto viene generato continuamente. Ci si rivolge al padre, in preghiera e meditazione, per aumentare capacità di concentrazione e di intuizione, solamente durante le prime ore del mattino, quando i suoi raggi non bruciano e la sua energia e fruibile dagli esseri umani.
  Un'altra entita di fondamentale importanza e MAMA KIllA (madre Luna) che regola le acque. sia quelle esterne che quelle interne all'uomo; esse rappresentano simbolicamente le emozioni.
  Mama Killa è anche grande guaritrice di potere magico e stimolatrice della sensualita femminile. Quando un uomo muore, affermano gli Q'ero, il suo Kausay (energia vitale o anima) abbandona il corpo fisico, che si ricongiunge al corpo di Pachamama e viene attratto da Mama Killa. Resterà sulla Luna il tempo sufficiente a riconoscere gli errori della passata esistenza; compresi questi, passa sul Sole dove si purifica con il calore e 1'energia pura per ritornare alla Luna dove avviene la programmazione e la costruzione di un nuovo corpo astrale (o corpo emotivo) e dove si prepara e decide per la sua nuova incarnazione fisica.
   Mi sembra superfluo sottolineare la straordinaria similitudine con la teoria del Karma delle tradizioni induiste e buddiste!
  MAMA COCHA (madre Acqua) e un'altra entità molto importante; lavora a stretto contatto con Mama Killa da cui è attratta e regolata. Il suo potere e quello di attrarre le acque interne (emozioni) degli uomini; gli Q'ero sono soliti pregare in riva ad una laguna quando si sentono emozionalmente oppressi.
  Mama Cocha attrae il corpo astrale dell’uomo, sede delle emozioni, lo purifica e gli permette di reintegrarsi in armonia con il corpo fisico; ella attrae e toglie i sensi di colpa e gli effetti emotrvi del dolore e dell'ansia. Gli Q'ero affermano che spesso Mama Cocha parla loro, durante le meditazioni, dell'inutilità del senso di colpa e delle preoccupazioni , tranquillizzandoli e rassicurandoli; una sorta di buona psicoterapeuta.
Sulla Terra vi sono poi entita minori, espressioni di Pachaqamaq, responsabili dell'organizzazione di questo mondo secondo le leggi cosmiche; sono gli Apu (spiriti signori di luce) e gli Awki (spiriti delle colline o montagne piu piccole).
  Le ho chiamate entita minori, forse impropriamente; infatti, essi sono particolarmente importanti per gli uomini, poichè lavorano direttamente con loro, guidandoli ed insegnando loro; sono anche chiamati,
infatti, RUNAMICHIQ (pastori di uomini). 
Gli Apu si dividono in :

•    Suyu Apu (Apu di regione);
•    Llaqta Apu (Apu di citta);
•    Aillu Apu (Apu di villaggio).
  
I primi sono nelle montagne piu alte ed il loro lavoro riguarda I'organizzazione di vaste aree. Solamente i sacerdoti di alto livello possono lavorare con loro ed a loro ricorrono solo per questioni di massima importanza, che riguardano la comunità.
  Gli Aillu Apu sono più disponibili agli uomini ed il loro intervento può essere richiesto anche per problemi che riguardano il singolo indrviduo.
Gli Apu sono identificati con lo spirito della montagna; i sacerdoti-sciamani Q'ero "parlano" con 1'Apu, che, talvolta, puo anche prendere forme umane ed interessarsi attrvamente ai problemi del popolo; notiamo la somiglianza con gli dei della antica Grecia che risiedevano, appunto, sulla cima di una montagna. Come era per gli dei greci. anche agli Apu si danno specifiche funzioni, poteri particolari e definiti settori d'intervento: esiste un Apu medico, un altro che si occupa di problemi di ordine economico e così via.
Gli Apu rappresentano 1'aspirazione spirituale della Terra verso il Cielo, verso Hanaq Pacha (mondo di sopra); allo stesso tempo essi sono allievi diretti di entità planetarie piu evolute; tra queste un posto di riguardo viene assegnato a CHASKA (Venere) che in questa fase svolge il ruolo di insegnante della Terra.
   Nell'Apu può essere incarnato un essere umano che ha superato tutti gli stadi evolutivi, giungendo al ruolo di AMAUTA (maestro). Gli sciamani-sacerdoti Q'ero si considerano sempre allievi di Apu, ITTU APU (Apu di preferenza) da cui essi vengono scelti e con lui lavorano per tutta la vita, sviluppando un rapporto di amore e devozione.
Gli Apu funzionano come una "banca dati", lavorano sul piano mentale. ricevono ed immagazzinano gli insegnamenti dei pianeti e le preghiere, i pensieri e le offerte degli uomini, che trasformano in energia utilizzabile dai loro allievi. Essi sono depositari dell'inconscio collettivo ed a loro si può ricorrere per ricevere aiuto e per qualsiasi informazione.
 Per lavorare con loro ed avere accesso alla loro conoscenza, occorre un alto livello spirituale. una grande conoscenza e consapevolezza di sè, poiche 1'Apu è spietato. Con cio si intende la loro tendenza a mettere in rilievo la verita nuda e cruda; colui che si appresta a dialogare con 1'Apu, deve saper accettare la verità, anche se questa va contro ai suoi desideri.
"Se 1'Apu deve tagliarti la testa, lo farà, per lui non è immorale", mi dissero i Q'ero durante le nostre riunioni, "devi essere pronto anche a questo quando lavori con lui!".
  I messaggi degli Apu sono portati da Waiki Waira (fratello Vento); Waira è il grande comunicatore, trasporta le preghiere degli uomini agli Apu e riporta le risposte degli Apu agli uomini.
   Waira è anche un grande "spazzino"; esponendosi al Vento, dopo averlo invocato, gli Q'ero si ripuliscono il campo energetico e soprattutto la mente dai pensieri sbagliati ed inutili che, assorbendo troppa energia psichica, possono creare problemi ed ostacoli al buon funzionamento energetico; anche le ossessioni, quindi, vengono spazzate via dai Vento; il rituale per la loro cura e affascinante e vi partecipa tutto il villaggio, in una sorta di psicoterapia di gruppo.
  Waira ,il grande comunicatore, trasmette le proprie qualità agli uomini che lavorano coscientemente con lui, secondo il principio omeopatico del "similium". aiutandoli a superare chiusure ed introversioni.
  MAYU (Spirito del Fiume) opera anch'egli come terapeuta; il suo ruolo è di confessore; quando un Q'ero si sente assillato da pene e dolori. si rivolge a Mayu raccontandogli tutti i suoi problemi: Questi verranno portati via dalla corrente e 1'individuo si sentirà meglio.
  Mayu insegna a fluire come lui fluisce; così facendo insegna che non c'è ostacolo che non si possa superare quanto si possiede una meta precisa. Quando all'interno di un villaggio vi sono delle dispute e dei conflitti interpersonali, la soluzione di questi awiene sempre in riva ad un fiume, poiche Mayu porta via gli eccessi passionali e le. eventuali parole grosse che ne susseguono ed appiana i conflitti allo stesso modo in cui leviga e rende liscia la dura e spigolosa roccia.
  Le pietre di fiume rappresentano un importante strumento curativo nelle mani degli sciamani e dei guaritori Q'ero, che con il loro utilizzo, puliscono il campo energetico del paziente. Prima di cominciare la sanazione, i Q'ero chiamano Pachamama e Mayu, coloro che hanno prodotto quel meraviglioso strumento di cura che e la CUJA (pietra di potere), cosicchè le due grandi entità cureranno tramite loro.
  "Gli uomini devono essere abbastanza umili da rendersi conto che sono solamente strumenti dello spirito, canali in cui maggiori energie spirituali possono scorrere; il loro compito di sciamani e quello di pulire sempre meglio questi canali", questa e la sommaria spiegazione che ho ricevuto a proposito.!
KAJA (spirito del Fulmine) rappresenta 1'energia condensata del Qamaq in un solo punto; e portatore di luce, potenza drvina allo stato puro. Le pietre colpite ed annerite dai fulmine, costituiscono altre preziose Cujas (pietre di potere) nelle mani degli sciamani delle Ande, con le quali curano le deficienze energetiche.
  Ho assistito al modo in cui lo fanno e sono stato loro paziente: il tutto comprende un rituale lungo e complesso che per ragioni di sintesi non esporrò nei dettagli; lo stesso dicasi per tutti i rituali cui ho partecipato* essi costituiscono la rappresentazione simbolica della simbiosi uomo-ambiente di cui è permeata la cosmogonia andina.

I LIVELLI DI COSCIENZA E DI   ESISTENZA

Nella cosmogonia Q'ero, tutto è suddiviso in tre livelli fondamentali:
•  UKU PACHA (mondo di sotto, inconscio):
•  KAI PACHA (letterale questo mondo, cio che e conscio, manifesto);
•   HANAQ PACHA (mondo di sopra, sopracosciente, trascendente).
  Secondo la legge del "cosi in alto, cosi in basso", tanto il Cosmo quanto la Terra e l'uomo sono suddivisi in questi tre livelli. Tra i quali è necessaria armonia, affinche 1'organismo sia in equilibrio.       
Per i guaritori la terapia consiste essenzialmente in una riarmonizzazione dei tre livelli; nell'uomo a ciascun livello corrispondono organi e ghiandole; cosi a UKU PACHA corrispondono gli organi della riproduzione e della digestione; al KAI PACHA cuore, polmoni e gola; ad HANAK PACHA il cervello e gli occhi.
  C'e similitudine fra i tre livelli individuati dagli Q'ero ed i Chakras, o vortici energetici, indicati dagli Indu; la differenza numerica (per gli Indu i Chakras sono 7) di fatto non esiste, poiche gli Q'ero considerano Uku Pacha e Hanaq Pacha drvisi a loro volta in tre livelli; Kai Pacha rimane indivisibile, cosi otteniamo nuovamente il fatidico 7.
I primi storici che studiarono la suddrvisione dei livelli presente nel mondo incaico, furono i Gesuiti, che attuarono un'operazione di sincretismo forzato. identificando I'inferno in Uku Pacha ed il paradiso in Hanaq Pacha; tutto cio per poter meglio catechizzare gli Indios.
  Tale interpretazione, ancora presente in certi testi storici, alla luce delle spiegazioni da noi ricevute, e completarnente inesatta .
  Secondo gli Q' ero non esistono i concetti di male e bene, ma solamente quelli di caos ed armonia; inoltre, come già detto, i tre livelli sono sempre presenti in ciascun essere vivente come in ciascun ecosistema. ed e da una loro armonizzazione che dipende la salute e 1'equilibrio. Risulta, dunque, impensabile essere solamente Hanaq Pacha; se cosi fosse, significherebbe, ad esempio, che un uomo non sarebbe assolutamente in contatto con il proprio inconscio.

 LLOQE    E    PAÑA

Esiste un'ulteriore divisione del mondo e dei suoi tre livelli in:
•    LLOQE (sinistra) 
•    PAÑA (destra).
Il lato Lloqe rappresenta la parte sinistra, governata dall’emisfero centrale destro, che sovrintende il lato magico. intuitivo ed artistico della realtà (o meglio sarebbe dire delle realtà, poiche dello Lloqe fa parte anche la realta sconosciuta e quella inconoscibile).
II lato Paña rappresenta la parte destra, governata dall'emisfero sinistro, il lato analitico e razionale della realtà. Anche qui la salute consiste nell'armonia ed interazione tra i due lati compresenti. L'uomo non potrà essere solamente Lloqe o Pana, ma dovrà essere 1'uno o 1'altro secondo le situazioni, cercando, il più possibile. di utilizzare entrambe le parti, cioè 1'equilibrio.
  Vi è qui un parallelo con la cultura taoista: Lloque, piu femminile, corrisponde allo Ying, Pana, piu attivo e maschile, corrisponde allo Yang della filosofia taoista orientale.
  Ciascuno dei tre livelli fondamentali citati, possiede un lato Lloqe ed uno Pana; avremo cosi Uku Pacha Lloqe ed Uku Pacha Pana e cosi via.
Tale suddivisione rappresenta la MASTANA o UNCUÑA, un telo di lana di alpacca che tutti gli sciamani Q'ero posseggono e portano sempre con loro; è una sorta di altare dove gli sciamani preparano i loro rituali di offerta e sulla quale operano la divinazione con la Lettura delle foglie di coca, con la quale essi diagnosticano le infermità, prevedono i periodi migliori per la semina ecc.......
  Ciascun Paqo, così si chiamano i sacerdoti-sciamani di Q'ero, riceve la Mastana durante la cerimonia di iniziazione; la Mastana e stata filata in maniera rituale con il solo uso della mano sinistra al fine di conferirle piu magia. direttamente dall’iniziatore che ha svolto e continuerà a svolgere la funzione di insegnante per il giovane Paqo.

LA LETTURA DELLE FOGLIE

  Il Paqo, dopo essere stato in raccoglimento ed in meditazione per un po' di tempo, estrae una manciata di foglie dal sacchetto che porta sempre al collo, anch'esso di lana di alpacca e dove sono riposte le foglie consacrate all'Apu.
  Per gli Q'ero la coca e la pianta sacra per eccellenza e gli Apu sono i maestri dell'entità protettrice della coca (i cristiani direbbero "I'angelo della pianta"); portano, quindi, la manciata di foglie estratte alla fronte e cominciano a dialogare con il loro Apu di preferenza, chiedendogli di esprimersi chiaramente attraverso il linguaggio delle foglie e di rendere palese cio che è occulto.
  Fatto questo lancia le foglie sulla Mastana, e, secondo di dove cadranno, come cadranno e della loro forma particolare. interpreta il responso leggendo questo vocabolario proprio come ognuno di noi legge il giornale.
  La mia testimonianza personale, in quanto mi e stata fatta diagnosi tramite lettura, e che questa e stata esatta anche se un po’ deterministica.
  II Paqo porta sempre con se la Mastana ed il Ciullu (sacchetino con le foglie consacrate), interroga 1'Apu prima di intraprendere qualsiasi cosa importante; egli vive sempre in armonia con il proprio ambiente. Egli ascolta i segnali del mondo sotto forma di messaggi dell'Apu, del Vento, del Fiume; questo è il "giuramento" fatto durante I'iniziazione e tradotto può significare: "Madre, d'ora in poi lasciami libero, la Pachamama è la mia unica madre adesso; Padre lasciami libero, Taita Inti sarà il
mio vero padre d'ora in avanti, 1'Apu sarà il mio maestro."

LE OFFERTE RITUALI

 La massima espressione di devozione agli element! della natura ed al tempo stesso il piu grande strumento di intervento magico e costituito dalla AYUARISCA (offerta rituale); essa si compone di un certo numero di elementi simbolici, che vengono posti secondo un certo ordine. recitando particolari invocazioni, sopra un foglio di carta precedentemente consacrate ed appoggiato sulla Mastana.
  Gli elementi sono: foglie di coca, fiori, cibi ed erbe, ciascuna simboleggiante qualcosa che il Paqo intende favorire con l'esecuzione dell'offerta. La quantità e la qualità dei material! utilizzati, come l'ordine di assemblaggio. variano secondo 1'elemento della natura a cui l'offerta è dedicata.
  Vi sono offerte a Pachamama, per favorire la salute, vitalità fisica oppure la semina; offerte all'Apu per la chiarezza mentale e sviluppare la trascendenza e 1'ascesa spirituale; offerte a Waira (Vento) per
l'apertura e la comunicazione; offerte a mamacocha (madre Acqua) per lenire gli effetti emotivi del dolore. Si contano oltre 500 tipi di differenti offerte rituali!
  Quando l'offerta è termmata assomiglia ad un disegno bellissimo composto da elementi naturali a  quel punto il Paqo racchiude il foglio di carta sul quale ha composto l'offerta, vi soffia sopra per comunicarvi la sua energia ed entra in uno stato di raccoglimento. in una trance leggera, ed incomincia a "dialogare" con gli spiriti degli elementi naturali, in particolare con quello cui l'offerta è destinata, gli chiede "per favore" di accertare l'offerta e di favorire il ristabilimento dell'armonia.
  Fatto ciò. l'offerta viene posta sul fuoco sacro Nina , bruciando la parte fisica degli elementi contenuti in questa, ridotta in cenere. andrà alla Terra che, per ringraziare, favorira la rinascita degli elementi stessi; il corpo eterico degli elementi verra preso dal ROAL (Energia Creatrice, espressione energetica ed attiva del Qamac), portato agli Apu del luogo, che, riconoscendo la qualità degli elementi e l'intento del Paqo nel porli, li distribuiranno agli spiriti della natura a cui l'offerta è dedicata.
  C'e una certa somiglianza estetica tra l'offerta rituale degli Q'eros ed il mandala dei buddisti tibetani:entrambi sono armoniosi mosaici simbolici costituiti di elementi, piccole opere d'arte che vanno distrutte
dopo la loro realizzazione, le prime dal Fuoco, le altre dal Vento. 
Molto somigliante è anche la Puja degli Indu, che, però, va solitamente posta nell'acqua.

LA GERARCHIA SPIRITUALE ED I POTERI DEL PAQO

Generalmente un Q'ero decide di diventare un Paqo molto presto nella vita; vi sono segnali della natura che indicano agli altri Paqo se un giovane è predestinato a diventarlo.
  Se. per esempio, un giovane Q'ero viene sfiorato o parzialmente colpito da un fulmine, mentre si trova al pascolo sulle montagne, e naturalmente non ne rimane ucciso, questo rappresenta un segno inequivocabile del volere divino!; da quel momento in poi i Paqo più anziani lo prenderanno sotto la loro tutela e gli trasmetteranno tutta la loro conoscenza.
Normalmente l'apprendistato iniziatico puo durare anche dieci anni, periodo in cui l'aspirante sarà al servizio di un Paqo. preparando accuratamente il materiale per le offerte, accendendo i fuochi sacri per bruciare le stesse ed accompagnando il Paqo ogni qualvolta egli si sposta da un villaggio all'altro per curare uomini ed animali.
Quando l’allievo si sentirà pronto, chiederà di ricevere il Karpay 1'iniziazione, diventare lui stesso un Paqo; si raduneranno, allora, tutti i Paqos anziani e dopo aver esaminato l'allievo e le sue motivazioni, chiederanno il responso degli Apu tramite la lettura delle foglie; se la risposta sarà affermativa, si procedera alla cerimonia di iniziazione; diversamente, l'allievo dovrà attendere un anno prima di poter richiedere nuovamente il Karpay. Durante questo anno, egli dovra provvedere a rimuovere gli ostacoli che si frappongono alla sua iniziazione, seguendo i messaggi contenuti nel lancio di foglie effettuato.
Tra i Paqos esiste una gerarchia spirituale, riconosciuta da tutti.
  II primo livello corrisponde alia prima iniziazione ed e il PAMPAMISAIOQ (Sacerdote della Terra); egli può diagnosticare con il lancio delle foglie, conosce i poteri delle erbe medicamentose e puo effettuare sanazioni, conosce un limitato numero di offerte ed ancora non è in grado di udire la voce dell'Apu.
  L'ALTOMISAIOQ (sacerdote delle terre alte) rappresenta un ulteriore livello di conoscenza; è ormai pienamente capace di ricevere i messaggi dell'Apu ed agire di conseguenza, ha affinato le conoscenze e le capacità del Pampamisaioq e viene chiamato a diagnosticare ed intervenire in casi particolarmente gravi. Egli non si occupa più della ricerca delle erbe curative, ma trascorre gran parte del proprio tempo in meditazione e facendo offerte rituali, entrando, così, sempre più in contatto profondo con gli elementi della natura e coltivando 1'aspirazione a fondersi con essi nel tutto.
   QURAQ' AQULLAQ (sacerdote altissimo o delle Stelle) non necessita più delle foglie per divinare; egli vive in continuo contatto con il Qamaq, con il conscio e I'inconscio collettivo, sa come stanno le cose. 
Vive per lo piu appartato. in una casa isolata, solitamente posta in cima ad una montagna; interviene tra gli uomini solo per decision! importantissime; non si occupa piu di sanazioni fisiche; alcuni sostengono che dopo la sua morte si reincarna in un  Apu continuando, cosi, la propria funzione di guida spirituale. Attualmente in tutta la regione, esiste un Q'ero soltanto con tale livello, noi non lo abbiamo mai incontrato.
  In maniera approssimativa, potremmo dire che ai tre livelli iniziatici sopra descritti corrispondono tre poteri fondamentali.
  L'approssimazione sta nel fatto che le cose non sono nella realta cosi schematiche .
I tre poteri fondamentali sono:
•    TUCUI MUNAI NIU (potere del Sentimento): è il primo potere a cui il Paqo ha accesso ed è il piu importante, poichè è attraverso 1'Amore e la Compassione che ha luogo la magia; senza questo potere non può awenire alcuna sanazione.
•    TUCUI LLANQAY NIU (potere del lavoro e della realizzazione): è il secondo potere e consiste nella capacitaà di guidare ed insegnare agli altri. organizzare gruppi e dare iniziazioni; è  posseduto dagli Altomisaioq piu elevati.
•    TUCUILLACHAY NIU (potere della comprensione totale): è il terzo ed ultimo potere. consiste nell’illuminazione; lo raggiunge il Quraq'Aqullaq.
  Faticavo molto a comprendere questi concetti, anche perche Don Sebastian Flores. l'Altomisaioq che mi istruiva, non era prodigo di spiegazioni e specifiche, i nostri linguaggi erano troppo diversi. Ho impiegato molto tempo riordinando i miei appunti ed a tutt'ora credo che molti concetti mi siano rimasti oscuri.
  Vedendo le nostre difficolta gli Q'eros, ridendo, hanno cosi sintetizzato la loro spiegazione circa i tre poteri: "Per voi la cosa piu importante è la conoscenza; prima di intraprendere una qualsiasi attività o di dedicarvi ad una causa, volete conoscerne tutti i pro ed i contro; quindi potete decidere di lavorare con essa e forse gjungere anche ad amarla.
  Per noi Q'eros la cosa piu importante è I'Amore, noi dobbiamo sentire con il cuore prima di lavorare con qualche cosa, e, solo alia fine, possiamo giungere alia vera conoscenza."
    Sento, pero, la necessità di fare ora alcune mie brevi valutazioni personali, e mettere l'accento sugli aspetti "oscuri" di tale visione e sul senso che potrebbe avere oggi per noi.
   Credo, innanzi tutto, che non si tratti di un'esperienza esportabile "in toto"; se gli Q'ero hanno potuto preservare questa conoscenza, lo hanno fatto al prezzo dell'isolamento, pressochè totale, dal mondo.
  Essi non hanno partecipato all'evoluzione tecnologica e materiale del mondo contemporaneo. II contatto che oggi hanno aperto, li pone, a mio avviso, in un estremo pericolo di estinzione culturale, nell'incapacità di conciliare due mondi, al bivio fra tradizione e "modernità" e con una forte spinta a vivere 1'esperienza che è mancata loro.
  Ho visto negli occhi dei bambini Q'ero accendersi il desiderio per gli specchietti ed i lustrini che fanno parte del nostro mondo quotidiano. e di cui noi sentiamo sempre di più il peso e la limitazione. Al termine della nostra permanenza, abbiamo regalato loro quasi tutto il nostro equipaggiamento, e, probabilmente. abbiamo dato inizio ad un inevitable processo di naturale contaminazione. 
  Non dico questo con senso di colpa, credo nella necessita dell'umanità di passare attraverso tutte le fasi evolutive, e quindi nell'inevitabilità di questo scambio.
  Esiste una differenza fondamentale tra noi ed i "conquistadores": consiste nel fatto che noi non desideriamo l'oro, ma semmai di disfarci del nostro oro. Mi rendo conto che questa rappresenta una sfida oltremodo difficile, ma l'unica rimasta a nostra disposizione per evitare il peggio.
 
Maurizio Balboni 1993
  
  
  
  
  
  
  
  
  
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