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21.03.2014
CAMMINANTE DEL TEMPO (2)

Carlos Castillejos

 Navigare nel tempo... di cosa si tratta?

Abbiamo letto il Computo del Tempo, un aiuto per vedere, il libro della fortuna di ogni essenza. Conosciamo il suo funzionamento finchè un giorno ci si rivela l'essenziale: tutti siamo di passaggio perchè siamo viaggiatori nel tempo dove un secondo di pienezza è eterno come un milione di anni. Una stella si innamorò di un umano ma il passaggio dell'umano fu così breve, la stella lo aveva appena preso per la mano, quando la vita umana se ne stava già andando. Così comrpese la stella il valore dell'istante umano e l'umano il valore dell'amore quasi eterno di una stella. (Voci Maya di C. Castillejos, inedito)

2. Nell'effimero di ogni nostro passo, facciamo medicina di canti e fiori che aprono le loro corolle seduttrici, svuotandole per ricevere la pioggia, saggia benedizione del Grande Silenzio. Pioggia dell'estate, calda  como il fuoco, che chiamiamo Spirito Santo che sazia l'attesa di un deserto che acclamava senza risposta. Con pazienza, perseverante, senza fretta, respirando pienamente, facciamo onori alla Tartaruga. E' longevo il tempo effimero. Il radar del nostro cuore sa dove si trova la spiaggia del nostro focolare primordiale. Intanto facciamo finta di essere morti, galleggiamo rilassati al ritmo delle maree cosmiche.

 "... fece Ixmucané nove bevande, e da questo alimento provennero le forze e (si formò) la massa del corpo e con lui si crearono i muscoli e il vigore dell'uomo... di mais giallo (il sole) e di mais bianco (la luna) si fece la carne, di massa di mais si fecero le braccia e le gambe dell'uomo... furono dotati di intelligenza, videro e si estese la vista, riuscirono a vedere, riuscirono a conoscere tutto ciò che c'è nel mondo". (Popol Vuh)

3. Sip, lo spirito protettore del cervo, ci allerta contro il s.i.p. (sindrome di illuminazione prematura), perchè sapendo che se c'è qualcuno che testimonia in se stesso la illuminazione, sta facendo falsa testimonianza. Quando mi rendo conto di essere illuminato, non sono illuminato. Qualcosa muore davanti alla paura, alla chiarezza arrogante, al potere controllante sciamanico, alla vecchiaia che conclude. Senza la morte, come sacro ufficio, la resurrezione protettrice, nell'alito del cervo, è solo una fantasia. La comunione è smettere di essere questa cosa stravagante e iper-attuata.

4. E' nello spirito del cervo che comunica il protettore del maya wirrárika. La sua pelle, cuore esteso fino all'estremo, alza la percezione del mondo alle quattro direzioni. Per questo diciamo nella formula rituale: questo è il corpo del mondo – quel che si vede anche senza occhi fisici – il suono del cosmo – quel che si ascolta anche senza udito fisico - il respiro dello Spirito – ciò che si nasconde sul volto tra piume verdi e azzurre – associato con Manik il passo del respiro/ spirito, come culturalmente il fiore del nagual.

5 . Strappa l'erba incolta percettuale dal campo coltivato o lascia che sia strappata dal flusso incontenibile dello spirito. A meno che tu sia un contorsionista, ci sono aree del corpo che non arrivi a grattarti. Allora, fai arrendere il tuo orgoglio e chiedi aiuto. Cura il campo del respiro agitato, le aritmie cardiache.

6. Lo spirito va sempre di più verso la luce. La parola offerta all'alba, diventa contundente a mezzogiorno. Se all'alba volevi interpretare i primi balbettii del linguaggio attraverso la ragione, a mezziogiorno ti cade il cielo addosso e le tue facoltà percettive si arrendono davanti  all'ovvio di vedere il flusso dell'energia, le forme, i pensieri liberi da interpretazioni. Così lo spirito del cervo apre le sue ali assomigliando all'aquila reale.

7. L'aquila reale estende le sue ali nel cielo, la tartaruga naviga nel grande mare. Il cielo limpido emana un vapore temascalero dove le nuvole invocano la pioggia rinfrescando tutta la vita. Qui è dove si dice: "il mare e il cielo sono azzurri uguali... come se fossero un numero sei...

8. I viaggiotori nella coscienza/tempo hanno scoperto attraverso i loro frequenti pasticci che la percezione passava da diverse tappe che descrivevano come una cartografia, una mappa, che rincorreva le sincronie, una serie di auguri dove il viaggiatore apprende a orientarsi attraverso i riflessi, nella natura oggettiva-soggettiva. Considerate, nel seguente esempio, gli errori inerenti a tutte le descrizioni lineari e graduali, perchè alcune luci potrebbero emergere nel lettore prespicace.

Cartografía Maya-Tolteca per l'esplorazione della coscienza.

Il fiume della morte-Miktlàn è dove si rompe l'ubriacatura dei sensi. L'energia dell'universo taglia i condizionamenti dove Temiktli, il sogno di tipo umano, si manifesta. Il mondo dei felini si rivela e il cane è un alleato fedele. Si disintegrano le nove coscienze e le energie possono essere molto dense mentre si accomodano al nuovo stato. L'abbaiare dei cani, il brusio delle api, l'andare delle formiche, il suono del caracol, l'oscurità, il freddo, il fuoco, sentirsi divorare da un felino, visualizzare un fiume di pus e sangue, la pallidezza delle ossa, il volo del pipistrello, il serpente che si arrotola su se stesso, le punture di scorpioni, i ragni, le zanzare. Per avvicinarci un poco alla informazione contemporanea, è come parlare di forze caotiche dell'incoscio individuale e collettivo. Quando si raggiunge quel punto, si consiglia di rifugiarsi nell'occhio dell'uragano, rilassati e in stato di cooperazione. È come essere nel ventre, nelle radici dell'albero sacro.

Ci rendiamo conto quanto i nostri sensi siano ubriachi? Perchè se mi rendo conto che sono ubriaco, allora non sono ubriaco.

Qual è il Miktlàn della tua propria vita dal quale non hai potuto distaccarti?

Sogno o realtà?

La cintura lunare-Tlalokan è dove la coscienza fa sogni fioriti. Temixochitl: una sensazione di leggerezza sorge al distaccarsi dalla pesantezza del sangue-ossa del Miktlàn. Si respira dalle budella con profondità e rilassamento. Possiamo descrivere la sensazione di essere stati a punto di morire e poi salvarsi. È un momento molto delicado perchè potremmo percepire la possibilità di cadere in un eccesso di fiducia. Ci intratteniamo con i suoni degli uccelli, il movimento del vento tra gli arbusti, le immagini e i canti devozionali.

Le sincronie tra un gesto, un pensiero e la sua risonanza nella natura diventano attraenti.
E' un sogno fiorito dove i viaggiatori soccombono davanti all'accensione dei segnali attribuiti letteralmente allo spirito. Persino la cintura lunare ci continua ad accompagnare, persino gli escrementi sembrano non puzzare tanto. È qui che raschiamo il ventre terrestre perchè il seme prenda la sua prima boccata d'aria.

Qual è il tuo Tlalokàn quotidiano, il sogno illusiorio che non vuoi lasciare andare, la comodità dalla quale non vuoi muoverti?

Qual è la motivazione reale per la quale vuoi estrarre i segreti dallo spirito?

Un po' di potere, di riconosciemtno, di affetto, di accettazione, di guarigione nascosta?

Nello spazio solare- Tonalokan, la coscienza si presenta come Neltemiltli, il sogno vero. Questo è il luogo dove le immagini si scoprono come frequenze vibratorie o luce. Il suo augurio è la coscienza di essere vincolati a tutti gli esseri. Fenomeni atmosferici tali come i lampi, i tuoni, il brillio delle stelle, il passaggio di un uccello predatore veloce nel cielo interno ed esterno. Non c'è stanchezza come se il timore si fosse fermato, nessun fenomeno esterno ti perturba, puoi stare in una posizione corporea quasi senza respirare. Le mosche, le api, il colibrì vengono a provare il cuore di quel fiore. Suona il caracol e le ossa si elevano dalla dimenticanza. È una arresa totale dove l'amore pe tutti gli esseri emana incodizionalmente. Nella coscienza solare c'è una pausa nel sistema di interpretazione, non c'è più discriminazione, non più giudizio.
È il tronco dell'albero che estende i suoi rami alle quattro direzioni del mondo.

E' il Tonalokan il tuo abitat quotidiano?

Quali sono le forme reiterative di giudicare ciò di cui ti nutri?

La pratica di non interpretare è il colpo di grazia all'ego ed è l'ascesa più importante.

Prima di questa pratica le diverse astinenze sono come un gioco di bambini senza innocenza.

Nello spazio delle stelle –Tamoanchan, la coscienza si presenta sveglia e non hai bisogno di sbattere le palpebre; nasce il Itstika, il risvegliato. Il suo augurio è l'amore e la saggezza che sgorga spontanea e il suo simbolo è l'albero visto come una figura di drago allacciato da uno o due serpenti.

Renderci conto che il mondo è come un sogno e viverlo come tale, è aver scoperto la nostra dimora nel mezzo di tutte le trasformazioni. Il sapore dell'atemporalità bacia teneramente tutti i riflessi. Essi sono i primi fiori che offre l'albero sacro.

"Questo è quello che ci hanno detto gli anziani: in verità nessuno esce dal Tamoanchan, il luogo dello Spirito. Non è chiaro che cosa ci facciamo qui, è una burla la nostra istanza sulla terra!" (Codice Fiorentino VI)

Sono finite le domande?

Nel corpo di luce-Nawalli, la coscienza trattiene le caratteristiche individuali mentre non si lascia attrarre, sedurre o atterrare dalle visioni dei differenti stati di trasformazione della percezione e senza diluirsi nella coscienza dell'aquila. Da qui sorge il Moyokiyani, colui che si inventa a se stesso, colui che è il sovrano del propio mondo mentale. Il suo simbolo è la rottura dell'albero di Tamoanchan, è il volo nella libertà. È il frutto dell'albero sacro che si condivide con tutti gli esseri, è un nuovo sole nel mondo, è una stella nel cielo che risplende nella Coscienza. (Kinam. Frank Díaz, comentarios de Carlos Castillejos)

Niente da dire, niente da insegnare?

Andiamo spontaneamente, senza pretese, dove c'è bisogno di noi?

Abbiamo piena fiducia nell'Intento dello Spirito?

Orazione del pos-guerriero.
Mi consegno nudo al vento - o chi per esso – anche se non mi fonderò con il sole, ho fiducia nel potere di questo flusso sconosciuto che chiamiamo destino. È inutile attaccarmi a qualcosa, neppure a un pensiero astratto. Così vedrò quel che non vedo e mi ricorderò di quel che non so. Con serenità l'aquila ride di quello che ancora credo di essere, rido con lei e assaporo il fiore del silenzio che include la libertà.

 Lettura per rifletter-ci.

" Loro hanno risposto per tutte le cose e lo hanno fatto come esseri illuminati... lo porteremo alla luce perchè non c'è posto dove vedere un Libro di Consiglio così chiamato. Esiste il libro originale e la antica scrittura, ma chi lo vorrà vedere e usare per misurarlo, esso nasconderà il volto. Esso ha bisogno di una lunga narrazione perchè si compia con la illuminazione di tutto il cielo e la terra." Popol Vuh

"Tutto è in silenzio e oscurità. Vuota la estensione del cielo, il mare nella calma. Allora venne la parole del serpente impiumato che nascondeva il volto tra piume verdi e azzurre. " Popol Vuh

"Allora il cuore del cielo soffiò un respiro sugli occhi (dei primi uomini), i quali rimasero appannati come quando si soffia sulla luna di uno specchio, e si oscurarono." Popol Vuh

"Nessun altro lo fece; lui stesso alzando le braccia si incendiò. Il suo cuore toccò il picco tra le fiamme, rifulgente come una giada preziosa, ed entrò nel cielo" (Annali di Cuauhtitlán)

L'errore più profondo dei guerrieri immaturi è che tendono a dimenticare la meraviglia di quel che vedono. Li annoia il fatto di vedere e credono che quel conta è il loro talento. Un guerriero deve essere un esperto di disciplina con il fine di superare la quasi invincibile pigrizia della nostra condizione umana. Più importante di ciò che vede, è quello che il guerriero fa con quel che vede. (Carlos Castaneda)

Un abrazo
Carlos Castillejos

Traduzione: Alessandra Comneno

 

 

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