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Cammini di Crescita

"Tempi di andare, tempi di cercare risposte, quelle risposte che nel luogo dove quotidianamente viviamo ci succede di non incontrare….
Quante volte accade come per miracolo che al camminare luoghi sconosciuti, all'osservare stili di vita differenti, si venga magicamente sorpresi da come tutto il nostro proprio vissuto assuma un'identità diversa!
Al semplice allontanarci dall'ambiente e dall'energia che ci circonda quotidianamente tutto appare più appropriato, più chiaro, ridimensionato.
Sagge risposte nascono nel nostro cuore per restituirci una sana prospettiva della vita e questo ci rafforza nei momenti di scelta, in tempi di inquietudine, incertezze o sofferenza.
Questo è il miracolo del viaggio.
"Parto", ritorno me stessa, non più collocata nell'immagine che occupo giorno dopo giorno, in casa, tra gli amici, nel lavoro; "parto" davanti ho il Mondo che mi restituisce la mia reale dimensione, quella di una cellula che vive in un grande corpo e tesse pensieri, esperienze, incontri, crea azioni e provoca reazioni…"parto" e scopro ogni volta lo strappo di quello che mi lascio alle spalle, anche se per pochi giorni, la radice si allenta e vengo trasportata, come una foglia.. "parto" e non ho più sotto controllo il tempo, fluisco come l'acqua verso dove desidero andare, so che molte sono le cose che non posso prevedere, inquietudine e curiosità si mescolano nell'imprevedibile gioco della vita; "parto" e l'entusiasmo dell'avventura anima il mio cuore e apre le porte al sogno.
Questo avviene ogni volta che ci accingiamo a preparare lo zaino, la valigia o solo la ventiquattr'ore…forse non ce lo ricordiamo ogni volta, ma la nostra mente lo elabora, lo assume, lo sa.
E il viaggio diventa "cammino di crescita" perché nell'attivare questi stati d'animo coscientemente, stiamo ricordandoci che siamo viaggiatori su questa Terra e in questo tratto di tempo in cui siamo chiamati a vivere.
Non è facile riconoscerlo, perché l'illusione della materia ci intrappola, ci invita a credere nell'immortalità, ci mette in relazione con ciò che abbiamo piuttosto che con ciò che siamo, e quel che possediamo a volte appare perenne…
Immagina la strana sensazione quando, al ritorno da un viaggio, hai la sorpresa di trovare tutto uguale a come lo hai lasciato.. viaggiando il tempo sembra quadruplicarsi, accadono tante cose, incontri, esperienze, e un certo sentimento di ricchezza interiore ti invade. .. .
Eppure, in ogni momento della nostra esistenza stiamo viaggiando...
E' lo stile di vita che viviamo che ci permette di possedere il tempo o d esserne posseduti, di stare vivendo il tempo, o di esserne vissuti. E' nella consapevolezza di risvegliare la curiosità verso la vita che l'essere umano ha in mano le chiavi del viaggio nel tempo e nello spazio.. solo così è creatore del suo tempo, artista e navigatore dei suoi sogni.
Solo coloro i quali sanno offrirsi alla vita con il cuore del viaggiatore possono comprendere la ricchezza sia del pellegrinaggio sulle rotte sacre, sia del viaggio spirituale, fino ad arrivare per estremo al viaggio sciamanico, il viaggio al di là di una realtà ordinaria.
Questo particolare andare che coinvolge l'anima e lo spirito, è una opportunità di crescita, terapeutica e generosa che offre, oltre alla possibilità di conoscere, la possibilità di entrare in stretta sintonia con la linfa energetica che percorre le vene della Terra, contattando il respiro di ogni luogo per condividerne il ritmo.
Aprire gli occhi e il cuore davanti al Tempio delle Inscrizioni di Palenque, nel Chiapas Messicano, sostare in silenzio tra i menhir della Cornovaglia o aspettare l'alba a Stonehenge o a MachuPichu , può attivare una profonda apertura di coscienza, fino a portarci a captarne la sottile vibrazione energetica sotto la pelle.
Questi luoghi denominati luoghi sacri o luoghi di potere, luoghi di cura e tradizione, rappresentano centri energetici di altissima frequenza. E' stata la stessa energia umana, nel tempo, onorando la Madre Terra, a risvegliare gli spiriti della natura che abitano questi luoghi, energie sottili che tuttora tessono filamenti di consapevolezza e guarigione tra l'aura della Pachamana, la Terra, e la nostra aura.
Quando l'essere umano si arrenderà alla sua condizione di appartenenza al cosmo, comprenderà che non c'è separazione tra ciò che è, ciò che è stato e sarà, e forse finalmente scoprirà che l'incarnazione sulla Terra gli propone esclusivamente lo stato di impermanenza, l'eterno viaggio che la vita stessa, il nostro stesso Pianeta è chiamato a realizzare.
E' un invito a viaggiare come se non aveste mai smesso di farlo.."

Alessandra Comneno
Tratto dal libro "Sacbè Cammino Luminoso"

 

"Rivolgiamo un pensiero a tutti coloro che, secolo dopo secolo, presero il bastone da pellegrino, fosse esso pagano o cristiano, e si misero in marcia lungo strade dissestate, attraverso fiumi difficilmente guadabili e foreste infestate da branchi di lupi, attraverso paludi di sabbie mobili in cui il morso della biscia d'acqua avvelenava; esposti alla pioggia, alla tempesta, alla grandine, colpiti dal sole o intirizziti dal gelo, con un panno alzato sul capo come unico riparo per la notte, e tutto questo dopo aver abbandonato casa e famiglia senza alcuna certezza di rivederle, per recarsi, una volta almeno nella vita, in un luogo in cui dimorava la divinità."

Louis Charpenter
da "The mysteries of Chartres Cathedral"

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Brevi commenti sui percorsi delle rotte sacre

Antonio Velasco Pina, nella nobile e leale Città del Messico

il 2 aprile 2000

"Da tempi immemorabili gli esseri umani scoprirono che il transitare per determinati percorsi causava una profonda trasformazione interiore nel cuore di chi lo faceva coscientemente.
Questa mobilitazione umana attraverso certe rotte ubbidisce alle stesse cause che spingono varie specie ad effettuare periodicamente lunghe traversate.
Si possono citare numerosi esempi, basta ricordare il caso della Farfalla Monarca che annualmente vola dal Canada per raggiungere i boschi di Michoacan, in Messico.
Farfalle ed esseri umani percorrono ciclicamente determinati percorsi perché il transitare lungo i circuiti energetici del Pianeta Terra, che è un organismo vivo, produce speciali benefici. Ecco la ragione di fondo che spiega i pellegrinaggi dai tempi dei tempi.
Così possiamo affermare, in base a una confermata e millenaria esperienza, che gli esseri umani praticano da sempre un valido lavoro che consiste nel percorrere quelle rotte della Terra riconosciute come sacre. Da queste rotte emerge un'energia propiziatoria per ampliamenti di coscienza che permette, in una certa forma, di avvicinarsi ai grandi Misteri, quelli che trascendono la nostra razionale comprensione.
Approfittando della millenaria abitudine di effettuare pellegrinaggi lungo determinate rotte, possiamo approfondire quelle conoscenze che permettono di ottenere i migliori risultati.
E' di fondamentale importanza ricordare che i benefici personali che si raggiungeranno saranno sempre proporzionali al grado di coscienza e attenzione che vivremo durante tutto il percorso.
Se il nostro vagabondare per le rotte sacre sarà distratto, senza riuscire a superare il nostro ego e le emozioni negative, non potremo riceverne beneficio per il solo fatto di calpestare terreno sacro. Viceversa, se durante il percorso si mantiene l'attenzione su ciò che si sta facendo, tentando di svuotarsi di se stessi per riempirsi con la energia propria della rotta, si produrrà, in personale misura, un ampliamento di coscienza.
Un altro importante insegnamento si riferisce al tipo di energia che circola lungo una determinata rotta, e agli elementi che possiamo utilizzare per classificarla.
Le energie più comuni che circolano per la Terra possono essere classificate in "maschili o femminili". Per conoscere in che tipo di energia ci troviamo osserveremo i segnali e le tradizioni del luogo. Se la rotta conduce a un santuario o ad un luogo dove si venera un essere di carattere femminile (dea, vergine o santa), si tratta ovviamente di una rotta o di una energia che possiamo classificare femminile. Se per la rotta transitano pellegrini che si dirigono a un luogo o santuario dove si venera un essere maschile (Dio, Cristo o santo) sarà un'energia o una rotta maschile. Esistono anche rotte in cui questa dualità viene trascesa, in questo caso il punto di arrivo e di partenza sono di natura diversa, ossia, si parte da un luogo di carattere maschile per arrivare a un altro di indole femminile o viceversa.
La conoscenza del tipo di rotta sulla quale si sta transitando è fondamentale per realizzare un adeguato percorso . Se la rotta è femminile il termine che definisce meglio la condotta da seguire è la parola "devozione", ciò implica l'adottare una attitudine passiva e ricettiva, simile a quella delle persone che pregano o meditano con la intenzione di raggiungere un aiuto o una grazia. Se la rotta è maschile, la condotta migliore da seguire si riveste del concetto di "marzialità"; si assumerà uno stato d'animo attivo, simile a quello dei soldati che marciano o dei guerrieri che partecipano a un combattimento, senza che questo implichi sentimenti di aggressività verso ciò che sia intorno..
Benché la forma tradizionale, logica e più conveniente per effettuare i percorsi delle rotte sacre sia camminando, poiché il ritmo dei nostri passi possiede una sincronizzazione naturale con i ritmi cosmici, è possibile transitare a cavallo o su un veicolo, ciò che resta fondamentale come ho già detto, è lo stato di coscienza in cui si realizza il percorso.
In ogni caso ritengo conveniente seguire le tradizioni locali sulla forma e i termini secondo i quali realizzare il pellegrinaggio, i canti, i luoghi dove è importante soffermarsi, i rituali da praticare, eccetera.
Le precedenti considerazioni si riferiscono al camminare lungo rotte sacre in forma individuale o in piccoli gruppi di persone, in qualsiasi parte del mondo dove esistano chiaramente segnalate le rotte (il cammino per Santiago de Compostela, in Spagna, è un tipico esempio). Esistono casi diversi, come quelli dei grandi pellegrinaggi realizzati da popoli interi nel tempo, negli anni.
Questi pellegrinaggi hanno l'intento di trasformare la coscienza stessa del pianeta e sempre hanno avuto conseguenze storiche. Ricordiamo il pellegrinaggio che effettuarono gli Aztechi, o quello realizzato dagli Ebrei.
Imparare la forma con cui è opportuno effettuare un "cammino" lungo una rotta sacra non è qualcosa che si può realizzare attraverso una lettura; è necessaria la propria personale partecipazione all'esperienza.
All'inizio del millennio in cui ci troviamo, in cui è evidente che si è conclusa un'era per dare inizio a un nuovo ciclo storico, l'esperienza dei pellegrinaggi coscienti lungo rotte sacre costituirà un valido strumento per raggiungere un'armonica relazione tra la specie umana e il pianeta in cui essa abita."

Antonio Velasco Pina
Tratto dal libro "Sacbè Cammino Luminoso"

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